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SLEGALO SUBITO!

Giovedì 21 gennaio 2016 a Roma, nella Sala del Senato Santa Maria in Aquiro, Piazza Capranica 72, alle ore 14.30 la presentazione della campagna nazionale per l'abolizione della contenzione promossa dal Forum nazionale salute mentale.

E' necessario comunicare la partecipazione scrivendo a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. In ogni caso l'accesso alla sala sarà consentito fino al raggiungimento della capienza massima. Per gli uomini è d'obbligo indossare giacca e cravatta. 

Questo il testo dell'appello.

Per aderire, sostenere e per informazioni inviare una mail all'indirizzo Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

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Morto di TSO: fu omicidio colposo?

Chiusa il 28 dicembre l’inchiesta sul caso di Andrea Soldi, il 45enne morto ad agosto durante la violenta esecuzione di un trattamento sanitario obbligatorio. La procura di Torino ipotizza il reato di omicidio colposo nei confronti di quattro indagati -  tre vigili urbani (Enrico Botturi, Stefano Delmonaco, Manuel Vair) e lo psichiatra Pier Carlo Della Porta che aveva richiesto il TSO - i quali potrebbero dunque essere rinviati a giudizio con questo capo di imputazione. Secondo l’autopsia disposta dal pm Raffaele Guariniello ed eseguita dal medico legale Valter Declame, Soldi è morto "per strangolamento atipico", una morte violenta conseguenza di come è stato eseguito il Tso. “Ad Andrea non sono state risparmiate nemmeno le manette quando ormai era già privo di sensi e in condizioni di sofferenza respiratoria”, hanno sottolineato gli avvocati della famiglia dell’uomo, Luca Lauro e Giovanni Soldi, "una brutalità inaudita". I legali degli indagati hanno sempre respinto le accuse. “Il nostro esperto non concorda con le conclusioni del consulente della procura – ha sostenuto Anna Ronfani, legale dello psichiatra – ed esprimerà nelle sedi opportune le ragioni del suo dissenso scientifico”. Stessa intenzione quella dei legali dei tre agenti della polizia municipale.
Soldi era seguito dal 1990 dai servizi psichiatrici che gli avevano diagnosticato una forma di schizofrenia. Lo scorso 7 agosto era seduto su una panchina di piazzale Umbria, dove spesso trascorreva le sue giornate. Gli abitanti del quartiere lo conoscevano, hanno raccontato che non aveva mai dato problemi e su quella panchina  hanno costruito una sorta di altarino con candele fiori.

 
Territori senza segregazione

Dal 16 al 19 dicembre a Trieste il meeting internazionale: “Territori senza  segregazione – la sfida della porta aperta, del discorso aperto, dell’accesso libero nella salute mentale e nei servizi attraverso pratiche di libertà”, organizzato dal Dipartimento di Salute Mentale dell’AAS n. 1 Triestina, che è Centro Collaboratore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per la Ricerca e la Formazione. Collaborano e partecipano al meeting università e istituti di ricerca e formazione nazionali e internazionali, e tra questi la Fondazione Basaglia. Il meeting si colloca nell’ambito delle attività dell’International School Franca e Franco Basaglia, realizzata a partire dal 2011, col supporto dell’OMS, che intende insegnare, trasmettere e attualizzare il pensiero e la pratica di Franca e Franco Basaglia e dell’esperienza di Trieste, fondata sulla centralità della persona come cittadino dotato di pieni diritti, e in generale l’approccio critico alla psichiatria nel senso della lotta all’istituzionalizzazione e alla medicalizzazione, promuovendo un concetto integrato di cura basato sulla comunità che esclude l’impiego di mezzi oppressivi e repressivi. Essa pertanto intende diffondere tutte le pratiche le esperienze che a ciò si ispirano, fondate sui medesimi valori, e riconosciute come utili all’innovazione in salute mentale. Questo incontro, finanziato nell’ambito del progetto internazionale legato all’attività del CC OMS e denominato “Freedom first – Implementazione progetti di collaborazione internazionale finalizzati all’approccio basato sui diritti fondamentali (Free_No.1)”, ha lo scopo di scambiare esperienze e pratiche attraverso un processo di apprendimento reciproco tra innovatori, espandendo la rete internazionale in direzione del cambiamento e realizzando un Piano d’Azione. A questo evento, in cui porteranno il loro contributo partner e leader di portata internazionale, saranno presenti oltre 300 operatori da 21 paesi, dalla Serbia all’India, dalla Palestina agli Stati Uniti, provenienti da servizi, istituzioni, ONG e reti internazionali.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità sarà rappresentata dalla Direttrice dell’Ufficio Regionale Panamericano di Washington, DevoraKestel e saranno inoltre presenti il già Direttore della Divisione Salute Mentale e Abuso di Sostanze di Ginevra, Benedetto Saraceno, Centri Collaboratori per la Salute Mentale (Verona, Lille), Uffici nazionali dell’OMS (Giordania, Palestina, Pakistan). Oltre al valore programmatico, che si concretizza attraverso gruppi di lavoro e seminari, l’evento rappresenta un’importante occasione formativa aperta a partecipanti provenienti sia dall’Italia che dall’estero.

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LE ULTIME 87 ORE

 

Lunedì 23 novembre a Roma al cinema Madison in via Chiabrera (ore 21) la prima del film di Costanza Quatriglio "87 ore" sulle ultime ore di vita di Francesco Mastrogiovanni. Basato sulle immagini, solo in parte note, dell'agonia di Mastrogiovanni legato al letto di contenzione del servizio di diagnosi e cura di Vallo della Lucania (Salerno), il film sarà ancora a Roma il 3,4, e 5 dicembre al Kino in via Perugia.

Era il 31 luglio 2009 quando Francesco Mastrogiovanni, maestro elementare, venne prelevato da carabinieri, guardia costiera e personale medico da una spiaggia del Cilento. Su di lui è stato disposto un TSO (trattamento sanitario obbligatorio) firmato dal sindaco Angelo Vassallo per essere stato visto guidare, la sera prima, in un’area pedonale "con lo sguardo perso nel vuoto". Condotto in reparto, Mastrogiovanni muore cinque giorni dopo, dopo essere rimasto ininterrottamente legato a un letto senza poter mangiare e senza che nessuno degli infermieri e dei medici si prendesse cura di lui o almeno mostrasse di accorgersi della sua sofferenza. Le telecamere di sicurezza registravano intanto ogni istante, restituendo così non solo il dolore dell'uomo ma anche l'estrema disumanità e crudentà di medici e infermieri. i primi sono stati condannati ma i secondi tutti assolti, con la motivazione che «agivano ritenendo di obbedire a un ordine legittimo».
Costanza Quatriglio, pluripremiata regista palermitana, ricostruisce, a partire  dalle immagini registrate dalll'"occhio freddo" delle telecamere, la vicenda e i suoi "ordinari" protagonisti, non gli unici nè gli ultimi epigoni di una psichiatria che non ha saputo nè voluto privarsi del manicomio, dei suoi mezzi e della sua cultura.

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Per Renato Piccione

A Roma mercoledì 18 novembre alle 11 la cerimonia funebre per Renato Piccione nell'aula magna della Facoltà di Teologia dell'Università Valdese in via Pietro Cossa 40. Renato Piccione, psichiatra basagliano come ha sempre amato definirsi, ha iniziato a lavorare a Gorizia. Dopo le dimissioni dell'èquipe goriziana, ha lavorato diversi anni a Trieste ed è infine arrivato a Roma nei difficili e intensi anni che sono seguiti alla riforma psichiatrica, fino al lungo periodo da direttore del Dipartimento di salute mentale della ASL RME. E' stato un compagno coerente e appassionato nella lotta per la liberazione dal manicomio e nella ricerca di  strade nuove per la salute mentale. Ripercorrere la sua biografia, e in particolare il suo lavoro a Roma, e i suoi scritti sarà un esercizio ricco di stimoli: di fronte alla "miseria del presente" sarà utile ricordare "la ricchezza del possibile" (per dirla con André Gorz) che persone come Renato Piccione hanno cercato di realizzare.

Nella foto di gruppo con Marco Cavallo nella piazza del Campidoglio Renato Piccione è il secondo a destra.

 
Marco Cavallo non è una scultura

 

Marco Cavallo a Torino dal 5 al 8 novembre 2015 ospite di CAMERA - Centro Italiano per la Fotografia, che ha chiesto alla Fondazione Basaglia di collaborare a un progetto che CAMERA sta curando, la mostra "Italia 1968/78". Questo progetto viene presentato nel corso delle tre giornate che ARTISSIMA, la principale fiera d’arte contemporanea in Italia, ha organizzato al Lingotto. All'interno della fiera, nata nel 1994, un progetto espositivo speciale - "In Mostra" - nel quale diverse istituzioni  culturali torinesi presentano opere e progetti, e tra queste CAMERA, che presenta la mostra "Italia 1968/78" che si aprirà a gennaio 2016. Così Marco Cavallo, grazie alla collaborazione con il Dipartimento di Salute Mentale di Trieste, sarà ad ARTISSIMA accompagnato da una selezione di foto della sua "nascita" e da un pannello illustrativo presente anche nel catalogo della fiera. A Franco Basaglia e al suo lavoro nel corso degli anni '70 sarà dedicata una "stanza", in via di costruzione, all'interno della mostra "Italia 1968/78". Marco Cavallo la annuncia.

 Questo il pannello illustrativo
                             
"MARCO CAVALLO NON E’ UNA SCULTURA"
 
Erano internate un migliaio di persone nell’ospedale psichiatrico di Trieste quando, il 10 gennaio 1973, ebbe inizio il Laboratorio in cui nascerà Marco Cavallo, che doveva essere una Casa nel progetto di Vittorio Basaglia e Giuliano Scabia ma divenne Cavallo - dal cavallo Marco che portava la biancheria dei reparti - man mano che il Laboratorio prendeva vita con le parole, le storie, i desideri degli internati che lo frequentavano. Marco Cavallo uscì per la prima volta una domenica di sole e bora, il 25 febbraio 1973, e attraversò Trieste con un grande corteo di degenti, artisti, operatori, amici, curiosi. Fu una tappa importante del processo di liberazione dal manicomio che Franco Basaglia – all’epoca da un anno e mezzo direttore a Trieste –  perseguiva e teorizzava dagli anni ’60. Nel 1977 l’ospedale psichiatrico di Trieste fu chiuso mentre si diffondeva la rete dei servizi di salute mentale, e nel 1978 fu approvata la “legge 180” che ha istituito i nuovi principi del trattamento psichiatrico e ha dato forza alle pratiche e alle idee di quanti lavorano per la liberazione dal manicomio e dai suoi travestimenti. 
Il cavallo azzurro di legno e cartapesta è parte di questa storia, vive di questa storia.  
 
Maria Grazia Giannichedda

"MARCO CAVALLO IS NOT A SCUPLTURE"
   
There were around 1,000 patients in the mental hospital of Trieste on 10th January 1973 when the workshop in which Marco Cavallo was to come to life began, although it was originally supposed to be ‘Casa’ according to the project laid out by Vittorio Basaglia and Giuliano Scabia, but it then became ‘Cavallo’ – after the Marco Cavallo who brought the sheets to the wards – as the Workshop developed through the words, stories and desires of the patients who frequented it. Marco Cavallo first came out one sunny, windy Sunday on 25th February 1973, and crossed Trieste with a numerous procession of patients, artists, operators, friends and the merely curious. It was an important step in the process of liberation from the asylums that Franco Basaglia – who at the time had been the director of the Trieste institute for a year and a half – had been developing and theorising ever since the ‘60s. In 1977 the mental hospital of Trieste was closed while the network of mental health services was extended, and in 1978 the ‘Law 180’ was approved, laying down the new principles of psychiatric treatment, and strengthening the practices and the ideas of those working towards the liberation from asylums and their disguises.
The light blue wood and papier-mâché horse is part of this story, and feeds on it.

 
Primo Soccorso STOP OPG

dal 15 ottobre 2015 apre il Primo Soccorso stop OPG-REMS (Informazioni e pareri per gli internati in OPG e REMS).

Aperto dal 15 ottobre il PRIMO SOCCORSO STOPOPG E REMS. Questo servizio vuole offrire informazioni e pareri alle persone internate in OPG e REMS e funziona grazie a un gruppo di esperti, composto  da avvocati, psichiatri e operatori dei servizi di salute mentale e da rappresentanti delle associazioni dei familiari che si sono resi disponibili a titolo gratuito a offrire informazioni sulle innovazioni introdotte dalla Legge 81/2014, quali ad esempio: dimissioni senza proroghe a fine misura di sicurezza, preferenza di misure alternative alla detenzione in Opg e in REMS, dimissioni per i già internati, obbligo di presa in carico e presentazione del Progetto Terapeutico Riabilitativo Individuale.

 

Come contattare il PS stopOPG-REMS:

  • online su www.stopopg.it che contiene in prima pagina un banner link
     http://www.stopopg.it/primosoccorso
  • all’indirizzo e-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
  • all’indirizzo per posta cartacea: “PS stopOPG-REMS” presso Associazione Antigone Via Monti Di Pietralata n. 16 - 00157 Roma
  • FAX 06233215489;

Il PS stopOPG-REMS è organizzato con un Centro di coordinamento nazionale, che risponde direttamente alle domande e/o le indirizza all’esperto per competenza professionale o territoriale.

Il PS nasce come ulteriore azione a sostegno dei diritti delle persone internate o a rischio di internamento in OPG o in REMS.

Primo soccorso STOP OPG-REMS 

 

 

 

 
PADIGLIONE 25 il film

La Fondazione Basaglia sostiene “Padiglione 25”, il progetto di docufilm di Massimiliano Carboni e Claudia Demichelis che raccontano una storia dell’estate 1975, quando un gruppo di infermieri del manicomio di Roma, il Santa Maria della Pietà, stanchi di essere solo custodi e conquistati dalle idee di Basaglia, decidono di occupare e autogestire, per un anno, il Padiglione 25 del manicomio. Ogni aspetto della vita in reparto viene annotato in un diario che racconta il difficile percorso di liberazione dal regime di segregazione manicomiale. Il film vuole raccontare questa storia attraverso le testimonianze dei protagonisti dell’esperienza.

Per raccontare questa storia c’è bisogno del sostegno di tutti!

Fino a oggi il progetto è stato prodotto da Ferro3, Alterastudio e professionisti che hanno prestato gratuitamente il loro lavoro per raccogliere le testimonianze. La seconda fase richiede un impegno economico importante che senza l’aiuto di tutti sarebbe difficile da affrontare. La raccolta delle donazioni è iniziata con tour di presentazione del trailer in tutta Italia. Per diventare parte attiva del progetto diventando produttori del film, partecipiamo alla campagna di finanziamento.

c/c IT69W0200839042000011605133 Causale: IO PRODUCO PADIGLIONE 25.
Per maggiori informazioni sul progetto:

 http://www.padiglione25.it
 http://www.facebook.it/padiglione25

 
In Cina Le nuvole di Picasso

Si presenta a Pechino il 14 ottobre nella sede dell'Istituto italiano di Cultura l'edizione cinese del libro di Alberta Basaglia "Le nuvole di Picasso" (Feltrinelli, 2014) nel quadro delle iniziative della giornata mondiale della salute mentale. Nel programma delle giornate del 13, 14 e 15 ottobre anche la presentazione in due serate del film per la televisione "C'era una volta la città dei matti" prodotto dalla RAI Fiction e diretta da Marco Turco.

Per la Fondazione Basaglia, tra gli organizzatori dell'iniziativa, sarà presente Alberta Basaglia.

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29 agosto 1980 - 29 agosto 2015

Franco Basaglia è nato a Venezia l’11 marzo del 1924. Dopo tredici anni di lavoro all’università di Padova, nel 1961 aveva vinto il concorso di direttore nell’ospedale psichiatrico di Gorizia, dove avviò l’esperienza di apertura del manicomio divenuta nota attraverso due libri, Che cos’è la psichiatria? (Einaudi 1967) e L’istituzione negata (Einaudi 1968), che ebbe un impatto straordinario: otto edizioni di cui due nel corso del ‘68, sessantamila copie vendute in Italia di cui cinquantamila dal '68 al '72, premio Viareggio per la saggistica, rapidamente tradotto in francese, tedesco, olandese, finlandese. Nello stesso anno uscì un altro libro di grande successo, Morire di classe. La condizione manicomiale fotografata da Carla Cerati e Gianni Berengo Gardin (Einaudi) che Basaglia aveva curato con Franca Ongaro (1928 –2005), sua moglie dal 1953 e collaboratrice nel gruppo di Gorizia. Con lei Basaglia scriverà gran parte dei lavori degli anni successivi e condividerà l’impegno nei movimenti degli anni ’70.

Nel 1969 Basaglia fu invitato come visiting professor al Community Mental Health Centre del Maimonides Hospital di New York, e da quella esperienza scrisse Lettera da New York. Il malato artificiale (Einaudi 1969) e La maggioranza deviante (Einaudi, 1971). Per un anno, nel 1970, diresse l’ospedale psichiatrico di Parma, ma l’esperienza si chiuse tra difficoltà burocratiche e dissidi politici, e alla fine dell’anno successivo andò a dirigere l’ospedale di Trieste, dove riuscì a portare avanti il progetto di chiudere il manicomio e di dare vita a un nuovo sistema di servizi di salute mentale.

Negli anni di Trieste Basaglia scrisse molti saggi e una ricerca collettiva, Crimini di pace, cui partecipano tra gli altri Michel Foucault, Erving Goffman, Ronald Laing, Noam Chomsky e Robert Castel e che testimonia dell’ampiezza del suo impegno intellettuale, in una fase in cui anche anima il movimento di Psichiatria democratica e il Réseau, la rete europea di psichiatria alternativa. Il 13 maggio del 1978 il parlamento approvò la riforma psichiatrica, nota come “legge 180” anche sei mesi dopo viene inserita negli articoli 33, 34, 35 e 64 della legge di riforma sanitaria n.833. Basaglia era a Berlino, in uno dei suoi numerosi viaggi, quando si sentì male la prima volta, dopo una conferenza nell’aula magna della Freie Universitaet. Erano i segni della malattia che lo porterà alla morte il 29 agosto nella sua casa di Venezia. 


I suoi Scritti sono stati raccolti da Franca Ongaro e pubblicati in due volumi da Einaudi nel 1981 e ’82. Attualmente è in libreria una nuova antologia, L’utopia della realtà (Einaudi, 327 pagine, 22 E) che contiene saggi dal 1964 al 1979 con un inedito in Italia, Condotte perturbate. Le funzioni delle relazioni sociali, scritto con Franca Ongaro su commissione di Jean Piaget che curava, per la Encyclopédie de la Pléiade, il volume Psychologie in cui il testo è uscito nel 1987.

L’antologia include anche la bibliografia completa delle opere di Basaglia, una presentazione di Franca Ongaro e una introduzione di Maria Grazia Giannichedda, L’utopia della realtà. Franco Basaglia e l’impresa della sua vita


Negli ultimi anni sono stati riediti diversi testi di Basaglia: Che cos’è la psichiatria? (Baldini e Castoldi 1997), L’istituzione negata (Baldini e Castoldi 1998), Morire di classe. La condizione manicomiale fotografata da Carla Cerati e Gianni Berengo Gardin (Edizioni Gruppo Abele, 1998), e una nuova edizione di Conferenze brasiliane (Raffaello Cortina, 2000) con quattro conferenze inedite. Nel 2001 è stata pubblicata la monografia Franco Basaglia di Mario Colucci e Pierangelo Di Vittorio (Bruno Mondadori) e nel 2004 il saggio di Nico Pitrelli L’uomo che restituì la parola ai matti. Franco Basaglia, la comunicazione e la fine dei manicomi (Editori Riuniti).

 
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