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Corpi tra medicina e diritto |
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La Fondazione promuove a Sassari, in collaborazione con il dottorato in scienze politiche e sociali dell'Università e con il Segretariato italiano studenti in medicina, un ciclo di seminari "Il corpo politico. Corpi tra medicina e diritto".
Il primo appuntamento è il 5 maggio 2014 con la riedizione del libro di Franca Ongaro Basaglia “Salute/malattia. Le parole della medicina” recentemente curata e introdotta da Maria Grazia Giannichedda per le edizioni Alphabeta verlag. Si tratta di una raccolta di saggi, costituiti in buona parte delle “voci” comparse sulla prestigiosa “Enciclopedia Einaudi” tra il 1978 e il 1980, arricchita da un inedito, la lezione tenuta da Franca Ongaro all’Università di Sassari il 27 aprile 2001, in occasione del conferimento della laurea honoris causa in Scienze Politiche. Parteciperanno al seminario Giovanna del Giudice, presidente della Conferenza per la salute mentale nel mondo; Virgilio Mura, docente di Analisi del Linguaggio Politico dell’Università di Sassari, Grazia Zuffa, componente del Comitato Nazionale di Bioetica della Presidenza del Consiglio.
Il secondo seminario, martedì 6 maggio, partirà dal libro di Piero Cipriano “La fabbrica della cura mentale. Diario di uno psichiatra riluttante” (Eleuthera, 2013).
Discuteranno con l'autore Maria Grazia Giannichedda, docente di sociologia politica e presidente della Fondazione Basaglia; Gisella Trincas, presidente dell’Unione Nazionale delle Associazioni per la Salute Mentale e Grazia Zuffa, componente del Comitato Nazionale di Bioetica della Presidenza del Consiglio.
Venerdì 9 maggio l’ultimo appuntamento che partirà dal libro di Dario Stefano Dell’Aquila e Antonio Esposito “Cronache da un manicomio criminale” (Edizioni dell’Asino, 2013). Il libro restituisce il memoriale di Aldo Trivini, che fu internato nel manicomio criminale di Aversa dal 1972 al 1974.
Con il memoriale anche una selezione delle immagini che lo stesso Trivini girò di nascosto per documentare la realtà disumana che si trovava a vivere e che in gran parte non è cambiata. Contribuiranno alla discussione Maria Grazia Giannichedda, docente di sociologia politica e presidente della Fondazione Basaglia, Stefano Anastasia, docente di filosofia del diritto e presidente onorario dell’Associazione Antigone Stefano Cecconi, portavoce del comitato nazionale Stop OPG, Antonello Pittalis, psichiatra della ASL 1 di Sassari.
IL PROGRAMMA
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Il primo aprile scadeva il termine fissato dalla legge per la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari e invece, come previsto, il Governo ha approvato un decreto di proroga per un altro anno. Si protrae così la grande sofferenza per le persone, quasi mille, ancora internati nei sei Opg presenti sul territorio nazionale, definiti dal Presidente della Repubblica Napolitano strutture indegne per un Paese civile.
Avevamo detto che non era accettabile una proroga senza fissare precisi vincoli. In questo senso il nuovo decreto contiene due importanti novità: 1) tra sei mesi “commissariamento” per le regioni inadempienti 2) dovere del Giudice (anche di sorveglianza) di verificare se in luogo del ricovero in un OPG può essere adottata nei confronti dell’infermo di mente una diversa misura di sicurezza.
Bisognerà capire quanto queste norme siano effettivamente “vincolanti”, ma, indubbiamente, si tratta di primi passi nella direzione auspicata. Anche se non bastano.
Ora lavoreremo in sede di conversione del decreto in legge per introdurre disposizioni più stringenti (es. obbligo dei progetti di cura e riabilitazione individuali), che favoriscano le dimissioni e le misure alternative alla detenzione, che, insieme al non invio in Opg delle misure di sicurezza provvisorie, possono davvero “svuotare” l’Opg. Ciò vuol dire far diventare le REMS - i cosiddetti “mini Opg” regionali previsti dalla legge - “inutili” o quantomeno residuali. Per questo i finanziamenti destinati alla chiusura degli OPG vanno utilizzati subito per potenziare i servizi di salute mentale; ciò vale non solo per gli internati ma per tutti i cittadini, per rendere a pieno titolo efficace la Legge 180. Da ultimo deve essere fissato un termine alla misura di sicurezza, per porre fine ai tanti “ergastoli bianchi”.
Sappiamo che per abolire l’Opg, e fermare nuovi internamenti, bisogna cambiare il codice Rocco. A maggior ragione è importante che intanto il decreto riporti l’attuale processo di superamento degli Opg “nella carreggiata” della Legge 180, che chiudendo i manicomi ha tracciato la strada per restituire diritti e cittadinanza.
Ulteriori notizie, commenti e rassegna stampa in www.stopopg.it |
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Lombardia: è tempo di cambiare |
"La Campagna per la Salute mentale lancia una mobilitazione per "un grande cambiamento". La lettera appello del presidente don Colmegna e le proposte concrete.
Salute Mentale in Lombardia, è tempo di cambiare!” è una proposta articolata in tanti punti frutto di un grande lavoro di confronto, di riflessione da parte delle tante associazioni di familiari presenti nella nostra regione, delle realtà sociali e associative della società civile comprese le forze sindacali, delle realtà che gestiscono con spirito solidale molti interventi sul territorio, degli operatori pubblici, delle persone che soffrono e che sono i protagonisti veri di questa campagna di mobilitazione che avviamo.
Di fronte alla grave crisi economica, culturale, istituzionale vogliamo “non lasciarci rubare la speranza” e dare voce al bisogno di salute mentale, di ascolto e cura, di inclusione sociale, di superamento dello stigma. La prevenzione è una priorità vera che chiede di promuovere con coraggio un impegno rinnovato e innovativo, partendo da coloro che non consideriamo pazienti ma nostri figli, cittadini che chiedono e hanno il diritto ad un'attenzione maggiore.
Ecco perché abbiamo deciso di scuotere un po' il torpore, la rassegnazione che spesso raggiunge operatori, familiari, persone che vivono la sofferenza dentro la propria esistenza per riportare la questione della salute mentale come questione centrale e all'attenzione delle Istituzioni. Abbiamo bisogno di un grande cambiamento, di servizi attenti alla persona, aperti tutti i giorni, abbiamo bisogno di ascoltare, di sollecitare, di intervenire laddove ci sono realtà che esprimono ritardi e producono abbandoni.
Non è primariamente politica assistenziale, ma una straordinaria e urgente riflessione e impegno di cittadinanza attiva. Ecco perché le associazioni che firmano questo documento chiedono a tutti di sostenere e sottoscrivere questo appello. Lo chiediamo alle realtà associative e agli operatori, ma vorremmo raccogliere anche firme di singoli cittadini che desiderano essere accanto a chi da anni si impegna affinchè la realtà della salute mentale sia al centro di politiche di cura e non di emarginazione, istituzionalizzazione e abbandono.
Firma anche tu l'appello "Salute mentale in Lombardia, è tempo di cambiare!" - CLICCA QUI |
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Una bambina nel manicomio liberato |
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In libreria "Le nuvole di Picasso". Il libro di Alberta Basaglia, pubblicato da Feltrinelli, sarà presentato a Milano il 15 aprile.
Nell'articolo il programma completo delle presentazioni, le interviste e le recensioni.
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